
L’Antica Villa Aldobrandini era originariamente una residenza aristocratica. Situata sul colle del Quirinale, venne edificata nel Seicento per volere del nipote di papa Clemente VIII, Pietro Aldobrandini, e diretta dai lavori di Giacomo Della Porta, il quale inserì dei decori classicheggianti, realizzò la nuova facciata e ampliò l’edificio centrale. Il giardino che la circonda è abbellito da sculture, busti, scalinate e fontane, ed è diviso in due zone: in quella inferiore è celebre il ninfeo ricostruito nel Novecento. I saloni della villa ospitano una collezione d’arte imponente, con opere di Bellini, Correggio, Tintoretto, Tiziano, Leonardo e molti altri. Durante il XVIII secolo la residenza venne acquistata dalla famiglia Doria Pamphilj e successivamente da quella Borghese, mentre nell’Ottocento il proprietario fu Sesto Miollis, governatore di Francia a Roma che affida il restauro degli edifici e delle opere al Canova. Nello stesso secolo la residenza tornò agli Aldobrandini. I lavori di restauro proseguirono anche nel Novecento con Vici e Piacentini.
Oggi, sebbene gran parte del patrimonio artistico della villa sia andato perduto, la residenza rimane un luogo molto frequentato dai cittadini grazie anche al suo giardino ricco di fiori e alberi.