Viaggiatori aerei sempre più in aumento ma voli sempre più in ritardo. Questo è quanto emerge da uno studio commissionato dalle associazioni di categoria aeroportuali europee, studio che analizza con dovizia di particolari il traffico aereo del vecchio continente.

Ad aumentare infatti non sono solamente i biglietti staccati, che grazie all’avvento delle compagnie low cost e alla diminuzione del costo per singola tratta, in Europa superano abbondantemente i novecento milioni per anno, ma anche i minuti di ritardo accumulato in partenza dagli aeroporti europei da tutte le compagnie.

I fattori che portano a questi ritardi sono molteplici, ma la tendenza è ormai acclarata e solo nei mesi di aprile, maggio e giugno di quest’anno vede il 97% in più rispetto l’anno precedente dei voli, partire con un considerevole ritardo già prima del decollo. Cosa ancora più grave il dato che segnala come i voli presentino in media un 30% di ritardo in più, sempre rispetto l’anno precedente.

Insomma più ritardo su più voli, questo quanto emerge da uno studio di Iata ed Airlines 4 Europe, due delle maggiori associazioni di categoria aeroportuali presenti nel vecchio continente.

Le due organizzazioni non sono rimaste silenti, e dopo aver pubblicato il loro studio sui giornali specializzati hanno impugnato carta e penna, scrivendo una missiva direttamente al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea. In essa si chiede ai parlamentari di Strasburgo di prendere al più presto provvedimenti che possano tutelare i viaggiatori.

Spesso infatti le cause scatenanti che portano al ritardo del volo non sono solo da imputare alle compagnie aree, che comunque ne devono rispondere tramite il rimborso alla propria utenza, ma ai maggiori controlli di sicurezza e doganali a cui vengono sottoposti i viaggiatori, controlli che in questo periodo di paura si fanno sempre più pregnanti. Per questo motivo le associazioni di categoria chiedono un aumento dei punti destinati al controllo, con un maggiore impiego di risorse non solo in termini di uomini, ma anche relativamente ad un aumento dei macchinari da posizionare all’interno delle postazioni di controllo.

I presidenti di Iata ed Airlines 4 Europe chiedono inoltre di approntare specifici protocolli che possano far diminuire il tempo dedicato al controllo dei passeggeri, con nuove procedure magari studiate ad hoc.

Le associazioni si rivolgono anche a chi materialmente questo ritardo lo subisce, specificando che ci sono le possibilità di tutelarsi per avere un rimborso relativamente al disagio subito, la legge vigente (Regolamento europeo n. 261/2004) prevede infatti un rimborso a partire già solo dalle due ore di ritardo, e prevede altresì la rinuncia al volo (senza penali) in caso di ritardo prolungato, superiore alle cinque ore. Non sempre però i viaggiatori si appellano ai propri diritti, ed è per questo che le due associazioni chiedono a tutti coloro che subiscono un disagio di appellarsi ai siti di consulenza, con quest’ultimi che nei casi più gravi possono procedere finanche alla presentazione di una class action, allo scopo di ottenere risarcimenti in maniera più veloce.

Ma cosa deve fare materialmente il viaggiatore? Immediatamente all’atterraggio egli deve presentare un modulo di reclamo alla compagnia con cui ha sopportato il ritardo, facendo attenzione di seguire la procedura indicata sul sito della stessa. Se non ottiene risposta entro sei mesi, o se la risposta non è confacente alle proprie aspettative, il viaggiatore deve presentare una denuncia scritta alle sedi ENAC, o agli organismi responsabili dei paesi dove è atterrato il volo. La procedura non esclude il fatto di presentare autonomamente la richiesta di un risarcimento tramite un proprio legale di fiducia.

In questa fase ammissibili anche tutte le pezze giustificative (fatture o scontrini fiscali) inerentemente alle spese sopportate durante l’attesa, quest’ultime il più delle volte vengono rimborsate, perciò l’utente deve avere cura di conservarle alla fine del viaggio.